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Progetto mascherine

Un gruppo di volontarie del cuneese e del chierese, in questa difficile primavera 2020, hanno cucito con dedizione circa 1000 mascherine che sono state poi spedite e distribuite in Kenya, Uganda e Nigeria alle fasce più deboli della popolazione durante il periodo del lockdown per l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Ringraziamo di cuore tutte le signore che si sono dedicate a questo compito con così grande impegno e affetto: Maria, Rosalba e le loro amiche di Chieri, Carla, Marcella, Maria Teresa, Daniela, Maria, Cicci, Teresa della provincia di Cuneo, Maria della provincia di Torino e Maddalena della provincia di Milano.

“La mascherina che ci unisce…

Mentre il mondo  si chiudeva per fronteggiare il virus, il seme della generosità operava.

Mentre qui in Italia imparavamo il termine lockdown comprendevamo che per chi vive già di piccoli lavori saltuari questo significava non solo non uscire di casa, ma non avere il denaro per comprare il cibo per vivere.

Un esempio: David, ragazzo keniota conosciuto circa 21 anni fa ci scrive preoccupato, normalmente vive vendendo scarpe usate in uno dei mercati di Nairobi. Con la chiusura anche questi pochi spiccioli che racimola durante la giornata non riesce a guadagnarli, decidiamo pertanto di donare a lui un parte delle mascherine in modo che egli possa venderle e continuare la sua piccola attività non appena possibile.

In questo contesto attraverso il semplice raccontare ad amici e conoscenti abbiamo visto realizzarsi spontaneamente il “progetto mascherine” come un vortice di altruismo, dall’Italia fino ad Israele! Chi non poteva cucire ha sostenuto le spedizioni oppure ha acquistato il prodotto per utilizzarlo direttamente  e sostenere così la nostra Associazione.

Attualmente abbiamo in consegna due pacchi di mascherine: un pacco in Nigeria dove le mascherine verranno utilizzate presso un centro per rifugiati dal Nord della Nigeria (a causa degli attentati di Boko Haram) sito in Benin City (Delta State), dove lavora il nostro amico Francis Ikechukwu Ejiofor e un pacco in Uganda, dove le mascherine verranno distribuite in una scuola e presso un mercato di un villaggio.

Alcuni potrebbero forse obiettare che le mascherine non servono a contenere il contagio da Covid-19, ma pensiamo che se anche esse dovessero rivelarsi non molto efficaci per questo scopo, in realtà sono già servite a tutte le donne di buon cuore a sentirsi utili ed operose in questo periodo di particolare difficoltà, ed ai nostri amici lontani, a farli riflettere sul valore della salute, della cura di sè e a non farli sentire soli.”

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Supporto famiglie in lockdown – Kenya

Un gruppo di volontari formato dalla Preside Lucy Waweru e da nove insegnanti della Kaloleni Primary School (Kenya) ha individuato nella zona della scuola 71 nuclei famigliari particolarmente in difficoltà nel periodo dell’emergenza sanitaria per la pandemia da Covid-19.

Le suddette famiglie sono state contattate telefonicamente, quando possibile, o raggiunte di persona e invitate a presentarsi a scuola il giorno 9 giugno 2020 per ricevere un piccolo aiuto. Ad ogni famiglia sono stati consegnati 3 pacchi da 2 kg di farina di mais, 3 kg di riso, 1 lt di olio da cucina, 1 barra e mezza di sapone e una mascherina.

La distribuzione è avvenuta in accordo e sotto il controllo delle Autorità locali.

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Kenya: inserimento lavorativo ex ragazzi di strada a Nairobi

Il progetto prevede borse-lavoro per l’inserimento lavorativo e microcredito per l’acquisto di utensili e attrezzature varie necessarie per il lavoro di ragazzi che per vari problemi famigliari hanno vissuto gran parte della loro infanzia nell’abbandono. Spesso si tratta di lavori artigianali come quelli del sarto, ciabattino, fabbro o meccanico.

Dopo un primo esperimento ad Akure (Nigeria), grazie alla collaborazione in loco di un missionario salesiano, abbiamo proposto anche ad un missionario della Consolata, responsabile della casa di accoglienza per ragazzi di strada della periferia di Nairobi “Familia ya Ufariji”, fr. Julius Gichure Mwangi, di sostenere i suoi ragazzi più grandi nel momento in cui lasciano la sua casa e devono autosostenersi.

Speriamo presto di poter pubblicare alcune foto di questi ragazzi.

I fondi per ora destinati a questo scopo sono stati reperiti grazie al ricavato del Banco di beneficenza allestito in occasione della Fiera Zootecnica di Riva presso Chieri (To) lo scorso settembre. Grazie a tutti coloro che ci hanno lavorato con tanta passione e dedizione. (novembre 2019)

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Inserimento lavorativo ex ragazzi di strada a Nairobi

Sosteniamo alcuni ex ragazzi di strada nella loro ricerca del lavoro una volta terminato il ciclo di studi. Il progetto è stato avviato nell’autunno 2019 anche a Nairobi, dopo un primo esperimento ad Akure (Nigeria). Per maggiori informazioni vai alla sezione “Progetti”.

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Nuovo progetto in Kenya: sostegno studenti diversabili

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Ristrutturiamo e sosteniamo una piccola casa di accoglienza di studenti diversabili bisognosi, “the small home”, assicurando tra l’altro il salario alla signora che vi lavora, quando il Governo non glielo corrisponde. Grazie a tutti per le vostre donazioni. Per maggiori informazioni e foto vai alla pagina “Progetti” e alla pagina “Bilanci e Relazioni attività”.

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“The small home” – sostegno studenti diversabili in Kenya (2018/2020)

La Kaloleni Primary School “Our Lady of Victory” si trova in una zona povera, rurale, isolata rispetto ai grandi centri abitati, difficile da raggiungere perché non servita da strade asfaltate, nella zona di Mavoloni, Machakos County, Kenya, (P.O. box 74-90118 Ndalani). La scuola è pubblica e ha circa 350 studenti, 80 dei quali presentano varie forme di disabilità e molti sono malnutriti. Da circa 20 anni, annessa alla scuola, vi è anche una piccola struttura denominata “The small home”, che accoglie per i pasti e la notte 14 studenti diversabili che abitano troppo lontano per poter tornare a casa ogni pomeriggio; finora tale struttura era stata più che altro un rifugio di fortuna con seri problemi igienici e senza nessuno che se ne occupasse, senza alcun riconoscimento governativo.

IMG-20180722-WA0010 la pista per raggiungere la scuola IMG-20180808-WA0003 aule scolastiche IMG-20190110-WA0003

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IMG-20180831-WA0002 ricevuta finanziamento progetto IMG-20190110-WA0000 Mary Nzùla IMG-20190110-WA0008 IMG-20190110-WA0007

Il presente progetto, di cui responsabile in loco è Lucy Nderitu Waweru, nuova Preside della scuola, ha lo scopo di riorganizzare e migliorare tale struttura di accoglienza, dotandola di una cucina funzionale e di sistemazioni decorose per la notte, prevedendo inoltre la presenza di una persona che si occupi della struttura e che possa aiutare gli ospiti nelle loro necessità quotidiane, a cui verrà assicurato lo stipendio mensile pari a 6000 scellini Kenyoti (circa 55 euro). Nel mese di ottobre 2018 tale persona è stata individuata nella sig.ra Mary Nzùla Syombua Kioko, madre di due bambini, che si trova nella situazione di dover provvedere da sola al sostentamento della propria famiglia.

Segnaliamo che ad oggi la Preside della scuola è riuscita ad ottenere la certificazione statale de “the small home”, primo passo per poter ottenere finanziamenti statali ed insegnanti di sostegno per seguire adeguatamente gli studenti diversabili.

Budget:

700 euro, pari a 77.415 scellini kenyoti (tasso di cambio del 03/08/2018), così ripartiti: 40.000 scellini per le sette mensilità del salario della sig.ra Mary Nzùla e i rimanenti 37.415 scellini per l’acquisto di cibo, legna, sapone e utensili.

Periodo:

da agosto 2018 ad aprile 2019, eventualmente da rinnovare.

Aggiornamento aprile 2019:

Buone notizie: il Ministero dell’Educazione ha risposto positivamente alla richiesta di riconoscimento ufficiale della piccola casa di accoglienza dei disabili, rendendosi disponibile a corrispondere il salario alla sig.ra Mary Nzùla e a sostenere le spese vive di mantenimento della casa.

Ad oggi quindi il nostro progetto di sostegno è sospeso, in attesa di vagliare eventuali nuove necessità. Grazie a tutti!

Aggiornamento gennaio 2020:

All’inizio di settembre abbiamo mandato un contributo di 600 euro per sostenere le spese delle indagini geologiche necessarie alla costruzione di un pozzo per approvvigionare di acqua la scuola.

A dicembre abbiamo deciso di mandare ancora un contributo non previsto di 430 euro per sostenere una parte delle spese per i salari e approvvigionamenti vari (per i mesi di novembre, dicembre 2019 e gennaio 2020) della “Small Home”, dal momento che il Ministero ha improvvisamente sospeso i pagamenti del contributo che aveva corrisposto a partire dal mese di aprile 2019; tali contributi governativi dovrebbero essere nuovamente corrisposti a partire da febbraio 2020.

Aggiornamento agosto 2020:

L’edificio della “Small Home”, costruito circa 20 anni fa, aveva bisogno di vari interventi di ristrutturazione (tra i quali prevedere bagni separati per i maschi e per le femmine), iniziati nei mesi scorsi grazie al finanziamento della Caritas locale, ma poi interrotti a causa della mancanza di fondi. Ora è necessario concludere questi lavori prima della riapertura della scuola.

Dal momento che tutti gli altri Enti locali interpellati si sono tirati indietro e, ricevuti solo insufficienti aiuti da amici e imprenditori locali, si rende necessario un nostro nuovo intervento nella misura di 700 euro, così ripartiti: 550 euro per terminare i lavori di ristrutturazione della “Small Home” per gli studenti diversabili e 150 euro per contribuire alla sistemazione di due stanze adiacenti alla “Small Home” per la Preside della scuola , finora obbligata a pernottare nello slum vicino alla scuola, con conseguenze negative per la sua salute.

Seguono le foto dei lavori di ristrutturazione interrotti della “Small Home”:

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